Il tridosha del nascituro

Anche il nascituro (nonostante debba ancora nascere) già durante la gravidanza inizia ad esprimere la propria personalità nel pancione. I suoi movimenti così come il momento del travaglio sono elementi da analizzare in quanto già dei chiari segni del suo Dosha di appartenenza che permette di delineare a grandi linee la sua personalità.  

Siete curiosi? Leggere per credere!

I movimenti

A seconda dei movimenti del feto, è possibile capire il suo Dosha di Appartenenza:

  • I movimenti fluidi sono caratteristici del Kapha Dosha;
  • I movimenti ritmici prevalgono nel Pita Dosha;
  • I movimenti irregolari, invece, sono propri del Vata Dosha;

Anche la crescita del feto è un indicatore del Dosha di appartenenza:

  • La crescita lenta, secondo l’Ayurveda, sarebbe sintomo di una carenza di Vata;
  • La crescita regolare dimostrerebbe la prevalenza del Pitta Dosha;
  • Una crescita maggiore rispetto alla normalità indicherebbe il prevalere del Kapha Dosha.

 

Il travaglio

L’andamento del travaglio risente della condizione Tridosha della madre e del bambino: proprio per questa motivazione, si dimostra uno strumento efficace per intuire il Dosha di appartenenza.

Ad esempio:

  • Il parto precipitoso o prima del termine indicherebbe la prevalenza del Vata Dosha;
  • Il parto svoltosi nei termini pattuiti indicherebbe invece la prevalenza del Pitta Dosha
  • La nascita del feto oltre i termini pattuiti indicherebbe la prevalenza di Kapha.

 

In egual modo le contrazioni del travaglio:

  • Le contrazioni irregolari dimostrano il Vata Dosha
  • Le contrazioni regolari contraddistinguono il parto di un Pitta
  • L’assenza di contrazioni, invece, indicherebbe la prevalenza di Kapha.

Nel caso in cui fossero presenti il padre o altre figure come il medico e l’ostetrica, anche loro potrebbero influire sulla condizione del Tri-Dosha madre-bambino.

Il comportamento del bambino, una volta venuto al mondo, permette ai genitori di capire anche la sua condizione (Vikriti) o costituzione (Prakriti).

L’Ayurveda, infatti, afferma che l’uomo è unico ed irripetibile e la sua unicità è definita dal Prakriti, ovvero la natura e l’identità della persona che si determina al momento del concepimento  attraverso la combinazione dei Panchamahabhootas, i 5 elementi essenziali. Nel momento in cui i Dosha sono in equilibrio permettono di dare forma alla personalità del soggetto: in caso contrario, però, può insorgere la condizione di Vikriti (impurità) che si manifesta con l’insorgere di disturbi e malattie.

Vediamo i possibili profili.

Un bimbo o una bimba che:

  • ha una suzione debole e la sua richiesta di allattamento e il ritmo sonno/ veglia irregolare mostra chiaramente la prevalenza di Vata;
  • la regolarità dell’allattamento e del ritmo sonno/veglia e la non sopportazione della fame sono le principali caratteristiche del profilo Pita;
  • Kapha si caratterizza attraverso una ridotta richiesta di cibo, la suzione vorace, il sonno regolare e la sopportazione alla fame.

 

Una volta acquisiti le basi dell’Ayurveda associati al nostro bambino/a potremmo inquadrare e interpretare le sue azioni nonché le funzioni psicologiche a lui/lei associati, porgendogli un aiuto non solo nell’ambito medico ma anche nel campo sociale, organizzativo e gestionale che riguarderà il suo futuro.

 

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