Massaggio Garbabhyangam: quando, quanto e dove svolgerlo

garbabhyangam, gravidanza

Il Garbabhyangam è un trattamento amorevole e dai grandi benefici per la futura mamma. Ma per far si che si possa godere delle tante qualità a lungo termine è necessario capire quando, quanto e dove praticarlo.

Massaggio Garbabhyangam: quando praticarlo?


Il Garbabhyangam è un trattamento che può essere praticato, salvo complicazioni durante la gravidanza, per tutti i 9 mesi. Particolare attenzione deve essere fatta durante il primo trimestre, ovvero il delicato periodo che prevede la formazione del feto e in cui la donna subisce grandi cambiamenti sia dal punto di vista fisico che ormonale. Generalmente, è bene praticare questo massaggio dal quarto mese in poi e, soprattutto, ottenere il consenso del ginecologo prima di iniziare il trattamento. Per quanto riguarda l’ora, non esiste un orario preciso: le ore della mattina appaiono sicuramente migliori e, nel caso fosse possibile, dovrebbero essere favorite.


Massaggio Garbabhyangam: la durata


Il trattamento che eseguo nel mio studio e che ho imparato in India ha una durata di 60 minuti.

Ricorda sempre che la parola d’ordine è ascolto. A seconda, infatti, della zona da trattare e dei disturbi della cliente ti sarà facile capire dove applicarti maggiormente. Se, quindi, il disturbo maggiore sarà la ritenzione dei liquidi potrai concentrarti sugli arti inferiori; se la futura mamma è agitata e irrequieta, sarà la testa a richiedere maggiore interesse.

Il Massaggio e il luogo perfetto per realizzarlo


Non solo la professionalità dell’operatore è importante per realizzare un massaggio che possa apportare grandi benefici.

In egual modo, infatti, l’ambiente appare un elemento importante in quanto, in esso, devono essere coinvolti e appagati tutti i sensi.

Affinchè possa essere raggiunto questo scopo, la stanza dovrà rispettare alcune caratteristiche:

  • Il luogo dovrà essere pulito e silenzioso;
  • La stanza dovrà accogliere in maniera benevola la cliente: è importante, quindi, che la temperatura sia costante (attorno ai 26 gradi) in maniera tale che la futura mamma non soffra il freddo (aiutandosi nel caso anche con una termocoperta);
  • Cambiare aria e rinnovare l’energia dopo ogni trattamento. È fondamentale aprire la finestra dopo ogni trattamento, anche nei mesi invernali. Proprio per questo, vi consiglio, oltre ai classici rimedi di riscaldamento anche le pompe di calore (ancor meglio termo ad olio che non fanno rumore) che permettono di raggiungere in pochi minuti la temperatura ideale per la cliente successiva. Per purificare l’aria, si può utilizzare anche l’incenso da non usare, però, durante il trattamento stesso e facendo molta attenzione che sia una sostanza naturale e non dia fastidio alla futura mamma: i forti odori, infatti, potrebbero disturbare la gestante;
  • La musica rilassante. A seconda dei gusti delle clienti si può preferire di praticare la seduta in silenzio o avvalersi di una musica rilassante.

 

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