AGNI fuoco digestivo

AGNI

L’Ayurveda considera la digestione come un fuoco, in sanscrito Agni. La digestione è alla base della salute. L’Ayurveda si spinge ancora oltre e afferma che tutte le malattie sono causate da una cattiva digestione, un concetto da cui possiamo trarre una profonda conoscenza.
La digestione richiede energia, ma, se questa è debole o disturbata, si possono presentare dolori addominali, dissenteria o costipazione; questi, a loro volta, provocano letargia, mal di testa, irritabilità, bassa concentrazione, disturbi del sonno e abbassamento delle difese immunitarie.

La funzione principale di Agni è quella di facilitare l’utilizzo dei 5 elementi contenuti nel cibo, estrarre i nutrienti necessari e trasformarli in elementi di facile assimilazione. Quando nei testi ayurvedici antichi si parla di fuoco digestivo, gli autori intendevano le funzioni fisiologiche che letteralmente “cuociono” il cibo e lo scompongono per prepararlo alla conseguente assimilazione.
Il fuoco digestivo o Agni è implicato in molte e differenti funzioni:
    •    la regolarità dell’appetito; 

    •    il sapore del cibo; 

    •    la digestione del cibo; 

    •    l’assimilazione delle sostanze nutritive;
    •    l’assorbimento del cibo e delle esperienze; 

    •    l’esperienza del tatto e delle sensazioni; 

    •    la chiarezza uditiva; 

    •    la nostra percezione del mondo; 

    •    il sentirsi svegli e attenti; 

    •    la chiarezza di pensiero; 

    •    il sentirsi energici e vitali 


Quando Agni è in salute, le difese immunitarie ne risultano rafforzate, ci brillano gli occhi e tutto il corpo ne risente in modo positivo. Un fuoco digestivo sano ci fa letteralmente risplendere. Secondo le descrizioni ayurvediche più classiche, Agni è calore e alleggerimento (elimina il senso di pesantezza); è penetrante, pungente da assaporare e odorare, chiaro e luminoso. Pensate al sole, E’ caldo, brucia e trasforma proprio come Agni. E’ questa la digestione ideale. Quando è ben bilanciato il nostro fuoco digestivo ci fa sentire positivi portandoci fiducia, felicità, ottimismo, entusiasmo e la sensazione generale di essere lucidi e attenti a ciò che circonda. Agni ci regala energia, vitalità passione e la capacità di trovare l’equilibrio. 
Agni è responsabile di tutti i processi di trasformazione del cibo in sostanze nutrienti e materiali di rifiuto, dal suo buon funzionamento dipendono la formazione, il nutrimento e l’equilibrio dei dosha (costituenti corporei), dei dathu (tessuti), dei mala (escreti) e dei 5 elementi presenti nel corpo. 
Agni è una parola sanscrita tratta dai Veda che significa anche che cuoce, brucia, trasforma. Il ruolo di Agni non è limitato alla digestione del cibo; allo stesso modo, infatti, ci aiuta a digerire tutto ciò che vediamo, ascoltiamo, annusiamo, tocchiamo e gustiamo. 


I TREDICI TIPI DI AGNI


JATHARAGNI fuoco digestivo, responsabile dei processi digestivi, genera le secrezioni enzimatiche e risiede nello stomaco e nel piccolo intestino. E’ responsabile non solo della digestione e dell’assimilazione, ma anche della distruzione di microrganismi che possono generare disagi. Se è troppo basso, la digestione sarà incompleta generando ama, le tossine.


5 BHUTA AGNI responsabili della formazione dei panchamahabhuta (5 elementi) sono una parte essenziale del processo della digestione e del metabolismo. 
Essi convertono il cibo in una forma che il corpo possa assimilare.

1 AKASHA (spazio) BHUTA AGNI 

2 VAJU (aria) BHUTA AGNI

3 AGNI (fuoco) BHUTA AGNI

4 JALA (acqua) BHUTA AGNI

5 PRITHVI (terra) BHUTA AGNI 


7 DHATU AGNI responsabili della formazione dei dathu (tessuti corporei) I sette fuochi che agiscono nella metabolizzazione dei tessuti

Il primo di questi fuochi, RASA DHATU AGNI, trasforma il cibo reso omologo in rasa (plasma, linfa), il fluido che contiene le sostanze nutritive di cui abbisognano tutti i sette tipi di dathu (tessuti). Il primo tessuto si chiama linfa perché come la linfa di una pianta nutre tutte le parti della pianta (radici, tronco, foglie, fiori, frutti etc...), così la linfa corporea è il nutrimento di base per la formazione di tutti gli altri tessuti. Alla fine del ciclo di trasformazione delle sostanze nutrienti nei vari tessuti grazie all’azione di tutti i dhatu agni, si forma il tessuto riproduttivo e si produce contemporaneamente Ojas. Ciò avviene quando una persona segue dieta, routine e stile di vita appropriati, quando si riposa a sufficienza e adotta qualche forma di pratica spirituale. In altre parole quando conduce una vita armoniosa in ordine con le leggi della natura. La forza di Ojas permette alla Pura Coscienza, la sorgente dell’intelligenza biologica, di esprimersi nella forma del corpo materiale.

I QUATTRO STADI DI AGNI

Tutte le funzioni corporee sono influenzate dai Dosha, quindi anche le funzioni digestive subiscono questa influenza. Esistono quattro stati in cui Agni si può trovare, tre di questi sono dovuti allo squilibrio dei Dosha, mentre il quarto è lo stato di equilibrio.
1. VISAMAGNI

E’ uno stato di instabilità di Agni dovuto all’influenza di Vata. Questo tipo di Agni si trova nelle persone che hanno una costituzione Vata o un eccesso di Vata. Il fuoco digestivo diviene insufficiente e la capacità di digerire diminuisce ogni giorno di più. L’appetito rimane variabile, disturbando il processo digestivo. Si notano comunemente sintomi come stitichezza, gonfiore addominale, dissenteria e dolori dovuti a coliche intestinali. Per migliorare la digestione si consiglia di assumere del ghee (burro chiarificato) poco speziato, cibi di sapore salato e acido e di bere sempre acqua calda.
2. TIKSHNAGNI

In questo stato Agni diventa troppo veloce o troppo forte, è una condizione che si riscontra nelle persone di costituzione pitta o con pitta aggravato. Jatharagni diventa iperattivo e può digerire grandi quantità di cibo in breve tempo, così la persona si sente sempre affammata. Di solito le persone con questo tipo di Agni hanno la bocca secca, sensazione di bruciore e molta sete. Sono propense a disturbi quali indigestione, nausea, acidità, irritabilità, mal di testa, gastriti, stati febbrili e diarrea, che hanno come conseguenza l’abbassamento naturale del fuoco digestivo e il danneggiamento dei tessuti. Si consiglia l’assunzione di gusti amari, che hanno proprietà rinfrescanti e raffreddanti, di abbondante acqua, ghee, cibi di sapore dolce, leggermente untuosi.
3. MANDAGNI

Qui la funzione di Agni diventa molto lenta e la persona non è in grado di digerire nemmeno piccole quantità di cibo. Questa condizione è dovuta all’aggravamento di Kapha dosha. Le persone di costituzione Kapha tendono ad avere Mandagni. Nelle condizioni Kapha, generalmente Agni è basso, il metabolismo è lento e si tende ad aumentare di peso facilmente. I fattori causali sono diversi: vita sedentaria, alimentazione cattiva e irregolare, eccesso di sonno etc... I sintomi sono: nausea, vomito, pesantezza allo stomaco e nel corpo, pigrizia, tosse, stitichezza, continui raffreddori. La presenza di ama causa un peggioramento, con dolori articolari, mal di testa, sinusite etc.... Per favorire la digestione si consiglia di mangiare cibi leggeri, inserendo cibi dal gusto acido, piccante e astringente, che contribuiscono ad asciugare i liquidi e il muco in eccesso nel corpo. E’ opportuno, inoltre, evitare cibi freddi, prediligendo quelli caldi; si consiglia l’uso di spezie.
Agni può essere supportato dall’esercizio regolare, dallo yoga, dalle tecniche del pranayama e dalla meditazione.
4. SAMAGNI

In questo stato la funzione di Agni è normale e salutare, ciò indica uno stato di equilibrio dei dosha nel corpo. In questo stato la persona può digerire facilmente una dieta normale e da essa trarre nutrimento e forza perché tutti i dhatu (tessuti), cellule e organi, ricevono il giusto nutrimento. In questo modo si mantiene una condizione generale di buona salute.

INDICAZIONI PER MANTENERE E REGOLARE IL FUOCO DIGESTIVO
- Non mangiate più del necessario

- Cibatevi con gusto, gioia e consapevolezza
- 
Ringraziate per il cibo che avete a disposizione

- Mangiate lentamente, calmi e rilassati

- Quando mangiate non svolgete altre attività

- Non bevete in eccesso durante i pasti (al termine dei pasti una tisana di zenzero stimola la digestione)

- Non alzatevi subito da tavola.
- Dopo i pasti, una piccola passeggiata sarà benefica

- Usate spezie adatte per rendere i cibi più digeribili

- Non mangiate quando siete arrabbiati o prima di aver digerito il pasto precedente

- Non mangiate di notte o troppo tardi

- Non saltate i pasti e cercate di rispettare la regolarità
  


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Attività professionale di cui la Legge 14 Gennaio 2013, N°4


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